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Il pane è considerato da sempre, specialmente
nella civiltà contadina, il padre di tutti gli alimenti. Non
esiste popolo che non abbia nella sua tradizione, sotto diverse
forme, di diversi cereali, frumento, segale, ecc. il pane. Anche
se chicchi di grano sono stati rinvenuti in caverne risalenti
all'età neolitica i primi veri panificatori furono gli Egizi,
il pane per gli Egizi costituiva non solo un alimento ma era
soprattutto la base economica della loro esistenza, costituiva
tanto il salario del contadino quanto quello delle più alte
cariche dello stato unitamente alla birra, altra invenzione Egizia
oltre a quella importantissima del lievito. Si devono invece ai
Greci i primi forni pubblici, le prime forme d'associativismo
che stabilirono persino le regole per il lavoro notturno dei
fornai. Se i Greci conoscevano il lievito da tempi remoti, grazie
soprattutto ai continui scambi con gli Egizi, i Romani dovettero
attendere la fine delle guerre di Macedonia e l'Imperatore
Augusto per dare al pane dignità e gusto, pane che veniva
consumato in modi diversi a seconda del pasto: imbevuto nel vino
al mattino, con verdure a pranzo e con carni a cena. I mulini, i
primi risalgono ai tempi di Cesare, migliorarono la tecnica di
macinazione sino ad ottenere la farina bianca, un sogno, prima del
1873, anno in cui all'Esposizione Mondiale di Vienna venne
presentato il rivoluzionario mulino dell'ingegnere Jacob
Sulzberger. Il pane, questo fondamentale alimento, giunto sino a
noi attraverso l'ingegno e la laboriosità dell'uomo, nella
nostra regione si trova in svariate pezzature e forme; le più
comuni e tradizionali: la biova che pesa dai 150 ai 300
grammi e la biovetta che non supera i 50 grammi. Su
qualsiasi tavola del Piemonte troverete sempre il pane, ancora
oggi simbolo di tradizioni e amore per ciò che la terra ci
concede.
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